"Il martirio di san Lorenzo" del Tiziano fa ritorno ad Alba e svela forse l'autoritratto del maestro
L’opera del grande maestro, raffigurante Il martirio di san Lorenzo, dopo mesi di indagini e restauro, si mostra al pubblico albese prima di rientrare nella chiesa veneziana dei Gesuiti da cui proviene.
I risultati dell’intervento, finanziato dalla Banca d’Alba che ospita il capolavoro in mostra sino a dicembre, sono stati presentati giovedì 17 maggio. La tela, realizzata dal Maestro intorno al 1545, al culmine della sua carriera fu commissionata dal nobile veneziano Lorenzo Massolo. Realizzata verosimilmente per fasi successive, ha subìto nel corso dei secoli interventi e rimaneggiamenti anche invasivi, diventando quasi illeggibile.
Il difficile restauro, condotto dal laboratorio Nicola Restauri di Aramengo, ha recuperato la materia tizianesca, eliminando ogni intervento successivo - mantenuto solo in un paio di casi. Dopo che la pulitura era stata portata termine, è stato richiesto ad Art-Test di condurre le indagini non invasive per cercare eventuali pentimenti e conoscere di più sulla genesi dell’opera. Art-Test ha svolto le indagini riflettografiche utilizzando l’esclusivo scanner ad infrarosso, che ha facilmente permesso una indagine metrica ad alta risoluzione spaziale e tonale su una così grande superficie. L’indagine ha evidenziato come in vaste zone dell’opera i pentimenti dell’autore siano stati pochissimi. Tiziano ha impostato grande parte della composizione in maniera sicura fin dall’inizio, cosa sorprendente per un quadro così imponente, ma che, d'altro lato, ci conferma la grandezza di questo maestro. Inoltre, il riprstino ha soprendentemente restituito anche la figura inedita di un uomo col turbante, forse l'autoritratto del maestro stesso, in omaggio alla committenza.
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